5. Giovanni Lazzoni – Maria Maddalena de’ Pazzi
Commissionato dal conte Francesco Maria Diana per la chiesa della Madonna del Carmine e realizzato nel 1685 da uno dei principali scultori della Carrara seicentesca, Giovanni Lazzoni (Carrara, 1618 – 1690 circa), l’altare di santa Maria Maddalena de’ Pazzi è uno dei più interessanti esempi d’arte barocca che si possano trovare in città, ed è l’altare più alto, originale e riccamente decorato della chiesa, nonché tra i più sontuosi di tutta Carrara.
L’altare è dedicato a Maria Maddalena de’ Pazzi (Firenze, 1566 – 1607), la mistica fiorentina canonizzata nel 1669 da Clemente IX, che viene raffigurata da Lazzoni mentre tiene nella mano sinistra il crocifisso e nella mano destra il suo cuore, sul quale troviamo incise le parole del vangelo di Giovanni “VERBUM / CARO / FACTUM / EST” (“il verbo si fece carne”): la santa, vestita con l’abito carmelitano e col capo coronato di spine, è inserita in una particolarissima nicchia ornata con putti che reggono i simboli della Passione di Cristo (la scala, il velo della Veronica, la lancia e i dadi, il flagello) a sottolineare il trasporto con cui Maria Maddalena de’ Pazzi viveva le proprie estasi mistiche. La posa della santa e la sua espressione sofferente sono altri espedienti che Lazzoni utilizza per comunicare l’intensità della sua fede. Una posa movimentata e dinamica, tipicamente barocca, sottolineata anche dai panneggi che descrivono movimenti sinuosi e irrealistici. Il bordo della veste reca la firma dello scultore, “G.NI L.ONI / S.RE. F.” (“Giovanni Lazzoni scultore fece”).
Il pregio dell’opera è accresciuto dall’altare in cui è inserita, alla realizzazione del quale presumibilmente parteciparono anche i figli dell’artista, benché il disegno sia da attribuire all’anziano scultore. La nicchia che ospita la scultura è inserita in una cornice di marmo bardiglio, materiale con cui sono state realizzate anche le colonne che sorreggono la trabeazione al di sopra della quale si eleva il timpano spezzato che conclude l’insieme. Le due volute che sostituiscono i più “tradizionali” spioventi sono ornate con altre due statue raffiguranti angeli, anch’essi recanti simboli della Passione: quello a sinistra la colonna della flagellazione, e quello a destra che doveva tenere la canna, oggi perduta.



